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Servizi Socio-Sanitari Distrettuali e Comunali

La Città di Finale Ligure ha il compito di presiedere le politiche sociosanitarie distrettuali in quanto Comune capofila, in un’ottica ormai consolidata di associazionismo tra comuni. I servizi alla persona creati in questi anni ed ormai istituzionalizzati sono molteplici, ma molte volte sconosciuti all’utenza. Nonostante il Distretto Finalese sia stato nel 2009 tra i primi in Regione Liguria a creare e distribuire ai suoi Cittadini la Carta dei Servizi e ad inserirla nei siti comunali in modo da essere aggiornata e consultata, rimane un’obiettiva difficoltà ad informare il cittadino.

I servizi già offerti andranno migliorati con una maggiore aderenza ai bisogni dei Cittadini, svolgendo un più accurato servizio di consulenza e supporto tecnico ed informativo. In particolare andranno resi maggiormente efficaci:

Sportello di Cittadinanza e Sportello Sociosanitario integrato

  • Servizi per la Famiglia (Consulenza legale-Mediazione familiare-Consulenza psicologica)
  • Servizi per la Prima Infanzia (Servizio Primavera-Sostegno educativo- Affido familiare ed  educativo- Campi solari-Centri di aggregazione per ragazzi-Asili nido)
  • Servizi per l’autonomia delle persone disabili (Sportello informazioni-Sportello ANMIC)
  • Invecchiamento Attivo (Buon vicinato e anziani socialmente utili-Centri ricreativi per Anziani-Soggiorni estivi- Trasporto sociale –Ginnastica dolce per anziani)
  • Servizio per la non autosufficienza
  • Servizi domiciliari (assistenza domiciliare- Telesoccorso- Pasti caldi a Domicilio)
  • Servizi di sostegno economico (Assegno di maternità-Assegno al nucleo familiare numeroso- Contributo sugli Affitti-Interventi per il sostegno al reddito)
  • Servizi per persone con problemi di Salute Mentale o dipendenze
  • Sportello sociosanitario sul Gioco d’Azzardo
  • Sportello di sostegno psicologico per malattie croniche e oncologiche

E’ necessario conferire continuità ai servizi finora erogati in campo sociale coinvolgendo sempre di più il settore del volontariato, in particolare la sua Consulta Finalese che l’amministrazione Richeri ha fortemente voluto e che ha permesso un’integrazione ed un rafforzamento dei rapporti tra le istituzioni e i volontari, senza i quali ogni progetto non avrebbe avuto e non avrebbe avuto la stessa energia e la stessa diffusione. Attraverso la loro collaborazione ed utilizzando metodi informativi non solo digitali, ma anche cartacei a diffusione periodica, vogliamo raggiungere con maggiore capillarità tutti i Cittadini finalesi, al fine di diffondere la conoscenza dei servizi presenti sul territorio, recependo anche le criticità al fine di ottenere un servizio sempre migliore destinato al fabbisogno crescente delle persone .

Sarà prevista l’attivazione di un Centro Alzheimer diurno quotidiano a sostegno di pazienti e loro familiari con l’ausilio di operatori specializzati. A corollario di ciò saranno creati dei laboratori di stimolazione cognitiva e ludica, anche attraverso la creazione di un gruppo di Aiuto.

Opera di sensibilizzazione, presso le scuole ed i centri di aggregazione giovanile, sull’importanza del volontariato e della partecipazione alla vita associativa in ambito locale, quale forma educativa e rispetto del prossimo.

Baratto Amministrativo

Lo strumento del baratto amministrativo è stato introdotto con il decreto Sblocca Italia che ha previsto per i Comuni la possibilità di approvare uno specifico Regolamento che definisca criteri e condizioni per la realizzazione di interventi di riqualifica del territorio, proposti da singoli o cittadini associati, a pagamento di obblighi tributari. Le attività sono le più svariate, dalla pulizia, alla manutenzione, all’abbellimento delle aree verdi, agli interventi di decoro urbano, sino alla valorizzazione di aree e immobili inutilizzati.

Tuttavia l’esenzione dal pagamento delle tasse locali tramite il baratto può essere concessa solo per un periodo di tempo limitato, a seconda del tipo di tributo da pagare e dell’attività di lavoro socialmente utile, ma in tutti i casi i criteri per l’accesso alla misura devono essere stabiliti da parte dei singoli Comuni.

Il provvedimento ha come destinatari i Cittadini che nell’impossibilità di pagare tributi come Tari e Imu potranno farlo grazie allo svolgimento di lavori socialmente utili per il Comune. I contribuenti per usufruire del baratto amministrativo devono comprovare lo stato di disagio economico, devono avere tributi locali scaduti ed infine devono fare richiesta al Comune, che dovrà accettare il baratto amministrativo e cioè il consenso a poter pagare le tasse dovute attraverso lo svolgimento di un’attività socialmente utile.

La Regione Liguria ha recentemente approvato una specifica legge che prevede la creazione di un albo in cui saranno registrati i Comuni che intendono adottare la formula del “Baratto Amministrativo”.

In base alla Legge il Comune aderente è obbligato a redigere un formale progetto per il contribuente, identificando il periodo e gli obiettivi di lavoro; dovrà, inoltre, controllare il raggiungimento dell’obiettivo e il regolare svolgimento del lavoro stesso.

L’amministrazione Comunale dovrà redigere un piano di scomputo delle imposte a favore del contribuente singolo che presta la propria opera. La durata giornaliera di impegno civico del Cittadino deve in tutti i casi rispettare le normative sul lavoro. 

Nei limiti dei propri stanziamenti di bilancio la Regione, per favorire forme di partenariato sociale, concede contributi ai Comuni che attuano il baratto amministrativo

Registro Regionale degli Assistenti Familiari

La Regione Liguria, con il Progetto “Registro Regionale degli Assistenti Familiari”, ispirandosi a principi di promozione dell’inclusione sociale, delle pari opportunità e dell’innovazione dei servizi di cura, ha realizzato un progetto finalizzato alla creazione di un Registro Regionale di badanti e baby sitter al fine di facilitare i Cittadini in tema di assistenza familiare, favorendo l’incrocio domanda-offerta tra chi cerca lavoro e chi ha bisogno di badante o baby sitter e garantendo la qualità del servizio.

Il Registro consente alle persone che si offrono di lavorare come badanti o baby sitter di proporsi alle famiglie interessate e alle famiglie di avere la possibilità di individuare dei candidati per l’assistenza qualificata dei loro cari

L’intervento è finanziato dalla Regione Liguria attraverso il Fondo Sociale Europeo ed è progettato e gestito da diversi enti in rete tra loro.

Requisiti minimi per entrambe le figure:

  • godimento dei diritti di soggiorno in Italia;
  • conoscenza della lingua italiana;
  • compimento del diciottesimo anno di età;

Requisiti specifici richiesti per assistente familiare (badante):

  • assolvimento dell’obbligo di istruzione ai sensi della dgr 287/2006 l’assistente familiare/badante deve frequentare specifica attività formativa di 200 ore, delle quali 100 in tirocinio o in supervisione presso la propria sede lavorativa;

 Requisiti specifici richiesti per baby sitter:

  • possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o una qualifica professionale e, in aggiunta, la frequenza di un corso di formazione professionale di 100 ore, di cui almeno 40 di pratica presso un servizio socioeducativo pubblico o privato accreditato;

Per chi possiede già il titolo di badante o di baby sitter, conseguito attraverso percorsi formativi regionali, è possibile l’iscrizione diretta al registro, previa presentazione di istanza.
Per chi non possiede il titolo ma ha un’esperienza nel settore, è possibile accedere a un percorso di validazione e certificazione di competenza, ossia verranno valutate le competenze e capacità già possedute e dovrà completare le proprie competenze facendo anche solo una parte dell’intero corso di formazione.

Per chi, senza alcuna esperienza, voglia ottenere la qualificazione di assistente familiare (badante) o baby sitter, per l’iscrizione al registro sono organizzati percorsi formativi specifici:

  • Assistente familiare: 200 ore, delle quali 100 in tirocinio o in supervisione presso la propria sede lavorativa;Baby sitter: 100 ore, di cui almeno 40 di pratica presso un servizio socio-educativo pubblico o privato accreditato.

 Sono previsti altresì corsi di lingua italiana per lavoratori stranieri, nonché corsi di informatica di base per acquisire le competenze necessarie per interagire con il registro.
Il progetto è sperimentale e si concluderà il 30 novembre 2020, ma dato l’indubbio interesse l’Amministrazione si adopererà per l’apertura di uno Sportello nel territorio del Comune, cofinanziando l’idea anche in assenza di contributi specifici

A circa dieci anni dall’introduzione, in Italia, della figura del Disability Manager, è quanto mai necessario che anche il Comune di Finale Ligure prenda coscienza di questa personalità e si attivi per introdurla nel proprio organico.

Ma chi è e quali sono i compiti del Disability Manager?

Questa figura è stata introdotta in Italia nel 2009, con il “Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana” a cura del tavolo Tecnico istituito tra Comune di Parma e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Inoltre, la figura del Disability Manager è stata prevista nel Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità approvato nel 2013. Va inoltre segnalato che più volte il Ministero del Lavoro ha caldeggiato l’inserimento di tale figura all’interno di tutti gli enti pubblici e gli organi periferici dello Stato. Quella di Disability Manager, più che una professione in sé, è una “competenza” aggiuntiva che può integrare una professionalità preesistente: architetto, avvocato, assistente sociale, terapista occupazionale e così via.

Il ruolo del Disability Manager quindi può cambiare molto, anche in base ai diversi contesti di lavoro: enti locali, ospedali, aziende. Non esiste un vero e proprio corso di studi od un albo professionale per questa occupazione, ma sono molte le università che organizzano corsi di formazione post laurea che consentono a professionisti di ottenere ulteriori competenze specifiche in questo ambito. I compiti del disability manager non sono normati in alcun atto, ma sia il Libro Bianco, sia le esperienze già attuate, ci consentono di comprendere quali possono essere i suoi compiti.
La figura ha, infatti, il compito di raccogliere le istanze dei cittadini disabili e delle loro famiglie, di attivare il lavoro in rete di tutti gli enti e i soggetti coinvolti, di veicolare i bisogni delle persone disabili verso i servizi esistenti, di mettere in atto ogni azione volta a favorire l’accessibilità, urbanistica e non solo, e ad evitare ogni forma di discriminazione.
Inoltre, deve spiegare il proprio impegno nel promuovere presso le singole componenti dell’Amministrazione comunale un’attenzione peculiare alle persone con disabilità e, quindi, segnalare tempestivamente ai responsabili degli uffici eventuali iniziative e azioni che possano porsi in contrasto con gli enunciati della Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità; evidenziare possibili linee-guida di intervento al fine di promuovere i diritti delle persone con disabilità; prevedere una segnaletica adeguata per l’accesso alle sedi dei servizi, definendo contrasti cromatici, colori e simbologia omogenea in modo da essere più facilmente identificabili, sia alle persone con disabilità sensoriali che psicofisiche, oltre che agli anziani; verificare l’effettiva accessibilità delle strutture comunali in collaborazione con i diversi servizi, individuando le situazioni di difficoltà al fine del loro superamento.
Un ruolo, dunque, fattivo e preventivo, che troverà il suo naturale compendio nell’adozione dei Piani per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).
Il Comune di Finale Ligure non potrà rimanere spettatore di questo processo di civiltà ed inclusione, per cui obiettivo del nostro programma diventerà l’individuazione, tra il personale già assunto o tra candidati esterni secondo la disponibilità determinata dalla legge per le nuove assunzioni, del miglior candidato a rivestire questo delicato ruolo.

Un aiuto concreto per le famiglie

Un paese civile non può accettare che un genitore si trovi a scegliere tra un posto di lavoro e crescere il proprio figlio. Eppure, questo bivio è fin troppo frequente nella nostra società. La Lista ha a cuore questo tema ed ha intenzione, una volta insediata, di attuare una politica di sostegno alla famiglia e alla genitorialità. Questo verrà articolato con nuovi fondi ed una maggiore attenzione che permetta un effettivo accesso ad Asilo Nido, Campo Solare e Doposcuola a famiglie in difficoltà, con particolare attenzione alle famiglie monogenitoriali. L’Amministrazione dovrà dunque farsi carico di una spesa significativa, ma ciò costituirà un riconoscimento importante e dovuto per i giovani genitori che vivono a Finale e che hanno difficoltà lavorative.

Contrasto, prevenzione e sostegno in tema di

In Provincia di Savona l’Asl ha registrato un aumento dei casi di ludopatia.
Negli ultimi anni, infatti, le persone che hanno scelto di rivolgersi al SERD locale per porre freno alla smodata voglia di azzardo è più che raddoppiata, passando da poche decine ad oltre il centinaio. Va pertanto preso atto che gli strumenti utilizzati fino ad oggi per il contrasto del gioco di azzardo si sono rivelati del tutto inutili. Molti Comuni, infatti, come lo stesso Comune di Savona, per contrastare il fenomeno del gioco di azzardo ha emanato un regolamento limitativo degli orari di apertura e funzionamento degli impianti. Ciò, ovviamente, con l’intenzione di ridurre drasticamente la finestra in cui un giocatore possa sfogarsi. Questo sistema, tuttavia, ha portato paradossalmente ad un incremento folle dei giocatori nelle cittadine limitrofe.
E’ infatti impensabile che nel 2019 limitazioni anche rigide possano contrastare il gioco:

  • accesso a internet e cittadine vicine con sale aperte h 24 vanificano totalmente la lotta contro l’azzardopatia.

Riguardo al problema, la Lista Gualberti Sindaco si pone tre livelli:

  1. Prevenzione – Fondamentale è entrare nelle scuole per poter parlare di azzardopatia. Non dimentichiamo, infatti, che il problema dell’azzardo rappresenta una questione sociale, che inizia a radicarsi sin dall’adolescenza, agevolato anche dai nuovi sistemi di videogiochi online che consentono di acquistare superamenti di livelli o simili. E’ dunque nostra intenzione promuovere un progetto di prevenzione all’interno delle scuole medie inferiori e superiori.
  2. Contrasto – Riconoscendo un sistema di premi e agevolazioni per gli imprenditori che scelgono di non installare o distribuire sistemi di gioco d’azzardo all’interno della propria attività.
  3. Sostegno – Per chi desideri un aiuto ad uscire dal vortice dell’azzardopatia, istituendo uno sportello coordinato dal Dipartimento di salute mentale e dipendenze, con l’obbligo per gli esercenti che operano con sistemi di gioco d’azzardo di affiggere materiale informativo in merito.

Siamo convinti che la mera repressione, anziché sopire, faccia crescere il problema e che senza un progetto concreto e sistematico non si possa far fronte alla profonda questione sociale sottesa all’azzardopatia.

La ludoteca è un servizio dedicato ai bambini e ragazzi presente sul territorio da parecchi anni usufruito e amato da tante famiglie finalesi. Crediamo che questo servizio debba essere attivo tutto l’anno in particolare durante le vacanze scolastiche e festività per venire incontro alle esigenze delle famiglie finalesi impegnate in attività turistiche ricettive essendo questa la vocazione della nostra città.

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