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Outdoor

Mentre per anni la via Aurelia, più o meno, segnava il confine tra la zona turisticamente più appetibile ed il resto della Città, oggi il territorio viene vissuto nella sua complessità e buona parte del merito va assegnato al vertiginoso sviluppo del fenomeno .

Grazie all’ sportiva nata nel lontano 1968, il nostro territorio vede stuoli di appassionati che giungono da tutto il mondo e che si cimentano nelle varie attività outdoor che il Finalese permette.

Dal climbing, alla , passando per l’, il trail running, il tiro con l’arco, l’archeotrekking e così via, la nostra Città è da anni frequentata da migliaia di appassionati e questa circostanza ha determinato un benefico proliferare di piccole e grandi attività ricettive e di ristorazione, che hanno interessato l’intero territorio, dal mare all’entroterra.

La maggior frequentazione richiede un’adeguata organizzazione del fenomeno che tenga conto delle esigenze dello sport, dell’ambiente e, per quanto riguarda la mountain bike, del nuovo panorama normativo determinato dall’approvazione della nuova legge Regionale.

In base alla legge ed alla successiva delibera di Giunta Regionale entro lo scorso Gennaio dovevano essere individuati gli itinerari destinati alla mountain bike, in particolare dedicati all’uso esclusivo.

Secondo la legge Regionale:

“la pratica delle discipline di discesa pura (downhill) può essere svolta solo all’interno dei bike park e sui percorsi autorizzati dai Comuni”

Salvo il consenso dei proprietari dei fondi interessati.

Tale circostanza impone, senza indugio, di addivenire nel più breve tempo possibile all’individuazione di questi tracciati, possibilmente su base intercomunale.
Il perdurare di una situazione di incertezza potrebbe infatti determinare importanti conseguenze sull’immagine turistico-sportiva dell’intero comprensorio, con significative ripercussioni economiche.
Salve le benvenute iniziative condotte da privati per l’individuazione di tracciati o bike park, che in ogni modo dovranno comunque contare sul consenso del proprietario dei fondi e sull’autorizzazione Comunale, è verosimile ritenere debba essere un soggetto pubblico (Consorzio o Unione di Comuni ovvero Gestione associata mediante Convenzione) a provvedere all’individuazione dei tracciati, alle procedure di notificazione e consenso, ai profili tecnici, alle indicazioni prescritte dalla legge per i percorsi ad uso esclusivo, alla cura e alla manutenzione.

Inevitabilmente, stante in questo caso la natura pubblica dei percorsi, la disponibilità di risorse determinerà il numero dei tracciati sui quali si potrà investire e la modalità di gestione prescelta, che potrà avvenire mediante

“accordi o convenzioni con soggetti privati o enti a carattere collettivo (associazioni , gruppi sportivi, pro loco, etc.) al fine di assicurare la gestione e la manutenzione del percorso” .

In tutti i casi dovranno essere osservate modalità di indicazione uniformi sull’intero territorio e l’individuazione dei tracciati, secondo la definizione della legge regionale, dovrà avvenire su un’unica piattaforma cartografica, sia cartacea che digitale.

Uno specifico sforzo, sempre nell’ambito del Sistema Informativo Territoriale più volte citato, dovrà essere destinato verso una “carta virtuale” dalla quale emergano le caratteristiche dei percorsi, il grado di difficoltà, lo stato di manutenzione e le interazioni possibili con le altre opportunità del territorio (ambientali, sportive, storico-artistiche ed enogastronomiche).

Un Comitato Tecnico, con un rappresentante del CAI, del Soccorso Alpino, delle Guide Alpine, delle Guide Naturaliste e di un rappresentante delle Associazioni Sportive Dilettantistiche iscritte a Federazioni Nazionali, costituirà il consulente privilegiato per tutte le azioni da intraprendere nell’ambito dell’outdoor di montagna.

Adeguata considerazione dovrà essere rivolta altresì alla manutenzione degli itinerari di arrampicata e alla manutenzione dei relativi sentieri di avvicinamento.

Laddove le condizioni tecniche ed ambientali lo consentiranno, dovranno essere prese in considerazione ipotesi di realizzazione di parcheggi e servizi igienici, verosimilmente in convenzione con soggetti terzi per la gestione e manutenzione ordinaria.

Compatibilmente con le risorse disponibili dovrà essere presa in considerazione un servizio navetta per le principali pareti di arrampicata e luoghi di interesse per la pratica degli sport outdoor.

Esperienze pilota potranno consentire la sperimentazione di nuovi modelli di gestione degli sport outdoor, con il proposito di ottenere un razionale sistema per la loro  pratica.

Per valorizzare ulteriormente questo importante patrimonio occorrerà:

  • Rendere permanenti, con tutte le relative indicazioni e salvo il rispetto delle disposizioni regionali, i tracciati della 24 Ore di Mountain Bike e dei principali eventi sportivi.
  • Individuare specifici  tracciati per il ciclismo su strada, a cavallo, escursionismo (), north walking, archeotrekking;.
  • Sostenere l’ “Outdoor Blu” sostenendo l’attività del Circolo Nautico del Finale e la Lega Navale (Sentieri Blu, Scuola Vela, Diving, Apnea profonda, Pesca Sportiva, etc.), in particolare con una loro maggior diffusione nelle scuole;
  • In collaborazione con le Associazioni di tutela ambientale, Circolo Nautico, Lega Navale, Pescatori Sportivi e Professionisti, creazione di un “Parco Blu” nell’area “Secca delle Stelle”- “Secca di Marassi”.
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