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Emergenza Punteruolo Rosso

L’infestazione del ha interessato le nostre negli ultimi anni e l’insufficienza delle azioni adottate  ha determinato una situazione critica, con decine di abbattimenti.

La sottovalutazione del problema, che a tratti è apparsa come una desolante rassegnazione, ha impedito un’azione coordinata ed efficace e, purtroppo, in assenza di un approccio agronomico, assisteremo in futuro ad ulteriori infestazioni ed  abbattimenti.

Una femmina di punteruolo rosso può deporre fino a 200 uova per volta.

Dopo la schiusa le larve si dirigono verso l’interno della pianta, scavando gallerie grazie al robusto apparato masticatorio, danneggiando soprattutto la zona del tronco immediatamente sottostante alla corona fogliare. Il periodo larvale dura in media 55 giorni.

Le larve si impupano in genere alla base della pianta, formando dei bozzoli ovali di fibre di palma all’esterno del tronco. Dopo l’emergenza dalla pupa gli adulti rimangono all’interno di tali bozzoli per 4-17 giorni (media 8 giorni), raggiungendo la maturità sessuale.

Il ciclo vitale completo, dall’uovo allo sfarfallamento, dura in media 82 giorni e gli adulti hanno una durata di vita di circa 2-3 mesi.

È stato stimato che, in assenza di fattori limitanti, una singola coppia di insetti possa dare vita, nell’arco di 4 generazioni, a circa 53 milioni di esemplari.

Il problema non può certo essere superato con interventi palliativi ed un approccio agronomico, secondo le attuali conoscenze tecnico-scientifiche, si rende immediatamente indispensabile.

La progressiva eliminazione dei palmizi non riguarda solo un fatto “vegetazionale”, ma soprattutto, per uno dei paesi più rappresentativi della “Riviera delle Palme”, un aspetto paesaggistico e turistico.

Al più presto andranno attuati interventi insetticidi su tutto il patrimonio, pubblico e privato, con insetticidi naturali o di sintesi e modalità applicative a basso impatto ambientale, come interventi localizzati alla chioma, a bassa o bassissima pressione oppure ricorrendo all’utilizzo di impianti semifissi con un tubo provvisto alla sommità di una o più doccette o meglio collegato ad un tubo gocciolante flessibile appoggiato alla base delle foglie e che interessa tutta la circonferenza dello stipite.

Il ricorso all’endoterapia riduce i rischi tossicologici, tuttavia tale tecnica va supportata da esperti nell’applicazione, attesa la necessità di acquisire ulteriori conoscenze sull’efficacia delle singole molecole e sulle modalità della loro applicazione.

La possibilità di impiego di tecniche biologiche di provata efficacia (nematodi entomopatogeni e Beauveria Bassiana), preferibili rispetto a trattamenti chimici, dovrà essere valutata da un consulente tecnico di indiscussa competenza.

Uno dei primi atti della prossima amministrazione dovrà essere la conclusione di una convenzione con il Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola (CeRSAA) di Albenga, che è un’Azienda Speciale della Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura Riviere di Liguria.

Attualmente il  CeRSAA con ottimi  risultati sta conducendo un progetto di sperimentazione con il Comune di Ceriale.

Sotto il punto di vista economico ed organizzativo, per gli esercizi 2019 e 2020, le risorse saranno reperite dai proventi dell’imposta di soggiorno, mentre l’esecuzione dei trattamenti verrà affidata direttamente alla Finale Ambiente S.p.A.

Il servizio di consulenza e trattamento fitosanitario sarà altresì prestato, a condizioni di mercato, anche ai privati che ne faranno richiesta.

 In ordine alla sostituzione delle palme abbattute, l’attuale Amministrazione ha previsto un’alternanzadi Washingtonia, Livistona Chinensis e Syagrus, tutte palme che nulla hanno a che vedere con la natura dei nostri palmizi e che non è affatto dimostrato siano immuni al punteruolo rosso.

Un approfondito studio della Regione Sicilia, che molto prima di noi ha dovuto fare i conti con il problema del punteruolo, in un periodo campione, a fronte di 6000 casi di infestazione di Phoenix Canariensis (indubbiamente le più colpite), ha rilevato 6 casi sulla Washingtonia, 3 casi  per la Syagrus, 1 caso per la Livistona Chinensis e 4 casi per la Phoenix Dactylifera.

Dati alla mano il buon senso suggerirà quindi la sostituzione delle palme abbattute, almeno lungo i “filari”, con Palme Dattilifere, molto simili alle Canariensis e da tempo presenti nei nostri palmizi, così da non snaturare l’effetto paesaggistico ed ornamentale del Lungomare.

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