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Consigliere Aggiunto

Consigliere aggiunto

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Posted by Gualberti Sindaco on Friday, April 5, 2019

Subito dopo l’Unità d’Italia i Comuni che attualmente compongono Finale Ligure erano sette: Calvisio, , , , Gorra, Perti e .
Successivamente, con l’imposizione di fusione tra gli stessi, i Comuni divennero tre (Finalborgo, Finalmarina e Finalpia), per riunirsi definitivamente nel 1927 nel Comune di Finale Ligure, come oggi lo conosciamo.
Un territorio così vasto e complesso, con dinamiche socio-economiche eterogenee, esigenze particolari e forti identità, ha determinato difficoltà significative nella considerazione delle varie municipalità e l’azione amministrativa si è spesso espressa con una logica a “cerchi concentrici”, dove la distanza dal centro determinava una sensibile riduzione di manutenzione ed investimenti.

Fino al 1995 un Consiglio Comunale composto da 30 Consiglieri consentiva una discreta rappresentanza delle varie Municipalità, successivamente la riduzione a 20 Consiglieri ed attualmente a 16, ne ha oggi notevolmente intaccato l’efficacia.
Se la fusione dei vari Comuni fosse avvenuta in costanza dell’attuale Testo Unico per le Autonomie Locali, lo Statuto del nuovo Comune avrebbe dovuto prevedere che alle comunità dei Comuni oggetto della fusione fossero assicurate adeguate forme di partecipazione, di decentramento dei servizi e l’istituzione di Municipi nei territori delle comunità di origine o di alcune di esse.
Pare evidente a tutti come oggi non esista nulla di tutto ciò.

La proposta che viene formulata è quella della nomina di un “Consigliere Aggiunto” per ognuno dei sette Comuni che diedero origine all’attuale Comune di Finale Ligure.
La figura del “Consigliere Aggiunto” è attualmente prevista dallo Statuto Comunale, ma dalla sua introduzione se ne è persa traccia.
Il Regolamento prevederà la portata della funzione, ma secondo lo Statuto “ai Consiglieri Aggiunti spettano tutte le prerogative dei Consiglieri Comunali previste dallo Statuto e dal Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale. Partecipano alle sedute del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari con diritto di parola e senza diritto di voto.”

La modalità di nomina dovrà garantire la maggiore rappresentatività possibile, verosimilmente contando sulla partecipazione delle Associazioni del rispettivo Municipio.

Nella nomina dovrà essere rispettata la parità di genere, mutuando il criterio stabilito dalla legge per la nomina degli Assessori ed in base alla quale “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”.
L’istituzione di una Commissione Consiliare composta dai soli Consiglieri Aggiunti potrà consentire un’adeguata dialettica e la previsione di un parere obbligatorio in ordine agli strumenti di programmazione, disgiunto dalle appartenenze che caratterizzano le altre Commissioni Consiliari, porterà utili argomenti all’azione amministrativa dell’Ente.

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