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Commercio

L’errata convinzione che il “” riguardi solo i commercianti è talmente insito nel nostro vissuto, da far ritenere, con disarmante naturalezza, che la crisi che da tempo lo attanaglia sia un problema marginale, che riguardi solo le imprese e non le singole realtà.

Tale circostanza non corrisponde a verità, anche solo pensando alle motivazioni che muovono ciascuno di noi nell’ impegnare il tempo libero, scegliere una località di vacanza, fare quattro passi o prendere un caffè con gli amici.

Mentre è normale scegliere un albergo vicino al centro, visitare un borgo, pagare affitti più cari in zone centrali nessuno si domanda mai perché questo comportamento così  naturale sia semplicemente ovvio.

Immaginiamo un centro con serrande abbassate, dozzinali, vetrine spente, arredi scombinati e domandiamoci se torneremmo in un luogo simile.

La qualità del tessuto commerciale si interseca con la vivibilità delle Città, si potrebbe quasi sostenere che vi sia un rapporto direttamente proporzionale tra il commercio e l’appeal di un centro urbano.

 Il  commercio soddisfa “bisogni” delle persone e più vi è interesse ad avvalersi dei servizi offerti e più aumenta il numero delle persone che frequentano i luoghi in cui questi servizi sono presenti.

E’ un circolo virtuoso: la frequentazione favorisce il nascere di nuove attività, di nuovi servizi, di nuovi arredi urbani, di nuovi investimenti, ma anche di maggior interesse da parte delle amministrazioni, di maggior sicurezza, di miglioramento dei servizi pubblici offerti, di creazione di nuovi posti di lavoro (diretti ed indiretti) e così via.

Il “centro” assume quasi i caratteri di una parola magica.

E’ anche vero che ciò determini anche nuovi problemi: aumentano i costi degli immobili (almeno proporzionalmente all’aumento del loro valore), diventano problematiche la circolazione e la sosta delle autovetture, aumentano i costi di cura e manutenzione e tutti i problemi connaturati alla maggior frequentazione di spazi sensibili.

Il bilancio resta comunque largamente positivo e lo è così tanto che in giro per il mondo realizzano “centri” dal nulla,  per ricreare le medesime condizioni per avviare fiorenti attività economiche.

Se pure questo modello pare essere messo in crisi dal commercio elettronico,  non di meno esso va tutelato ed incentivato, perché da esso dipendono altre attività economiche, professionisti, aziende di servizi ed in sintesi il destino stesso dei centri urbani.

Cosa è possibile fare per il piccolo commercio e quindi per la vivibilità dei centri urbani?

Verosimilmente qualunque possibilità non può che partire da una proficua collaborazione tra Ente pubblico ed impresa e lo strumento più adeguato è dato da proficue forme associative, come in particolare i Centri Integrati di Via.

I Centri Integrati di Via sono stati normativamente riconosciuti dalla Regione Liguria all’interno del Testo Unico del Commercio ( L.R. n 1/2007 ) con un intero capo a loro dedicato.

Nella disciplina Regionale, all’art. 122, si legge: “Al fine di favorire il miglioramento della qualità della vita nei centri storici e nelle aree urbane e di sostenere lo sviluppo delle attività economiche in esse operanti, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole imprese commerciali, la Regione promuove e favorisce l’aggregazione degli operatori economici e commerciali in Centri Integrati di Via (CIV)”.

Sostenere le aggregazioni di impresa attraverso la creazioni di Consorzi è una delle migliori soluzioni per porre rimedio alla condizione di generale “sottodimensionamento” delle nostre imprese, che hanno difficoltà a reggere il confronto con le nuove realtà commerciali, dalla grande distribuzione al commercio elettronico.

Nel sito di una delle Associazioni più rappresentative, la Confcommercio, si rinviene questa descrizione:

“I Centri Commerciali Integrati di Via sono dei Consorzi di Imprese senza scopo di lucro che operano in aree delimitate attraverso un’attenta perimetrazione del territorio. Le singole aziende, pur mantenendo la loro totale autonomia, una volta consorziate danno vita ad una vera e propria nuova impresa, costituita sulla base di una serie di interessi comuni.

Il consorzio CIV in quanto nuova impresa, rappresentativa di tutti i consorziati e della loro capillare presenza sul territorio, è in grado quindi di meglio utilizzare la loro unione. Gli Statuti che regolamentano il funzionamento dei Consorzi garantiscono la loro piena operatività nella totale salvaguardia della democrazia di ogni decisione. L’organo sovrano è l’assemblea, la quale ha il compito di deliberare a maggioranza tutti gli eventuali investimenti del Consorzio.”

Individuato il contenitore, anche sulla base di esperienze analoghe, i contenuti possono essere i più diversi, ma unanimemente rivolti ad un sostegno incondizionato.

Nel Comune di Genova le azioni sono così strutturate e molte di esse sono immediatamente replicabili:

Animazione urbana

  • sportello CIV dedicato all’interno del Comune dedicato alla velocizzazione di tutte la pratiche ed alla sburocratizzazione delle procedure;
  • gratuità del suolo pubblico e convenzione SIAE per le attività di animazione territoriale;
  • possibilità di programmare e realizzare gratuitamente l’eventuale momentanea chiusura di strade o piazze;
  • condivisione delle iniziative con il calendario di animazione urbana del Comune di Genova attraverso uno specifico tavolo permanente di condivisione;
  • inserimento anche degli eventi locali all’interno della programmazione e dei piani di comunicazione del Comune;
  • Sostegno finanziario da parte dal Comune e soprattutto da Parte della Camera di Commercio  attraverso uno specifico tavolo permanente di confronto e programmazione chiamato “Tavolo di Promozione della città”;

Riqualificazione urbana

  • Predisposizione e finanziamento di specifici bandi regionali rivolti ai progetti dei CIV a sostegno della riqualificazione e valorizzazione urbana e rivitalizzazione commerciale con lo stanziamento di contributi a fondo perduto fino al 70%;

 Rapporto con le Istituzioni

  • Essere un interlocutore forte nei confronti delle Istituzioni riguardo alla segnalazione delle criticità territoriali e alla progettualità in tema di mobilità, viabilità e sosta, manutenzioni, sicurezza, pubblicità, lavori pubblici, incubatore d’impresa;

Benefici diretti per le singole imprese consorziate

Specifiche misure premianti per le singole imprese consorziate ai CIV nei bandi rivolti alle singole attività: 

  • Abbattimento del 100% totale del tasso di interesse sul contributo in conto interessi nello scorso bando “Fondo per il sostegno alle piccole imprese commerciali” (FIR Commercio);
  • Punteggio premiante in graduatoria nella valutazione di merito dei progetti presentati da consorzi CIV;

A queste idee, che già oggi riguardano 50 CIV nel territorio del Comune di Genova, altre se ne possono aggiungere, anche con uno sguardo alle nuove tecnologie:

  • Creazione di un Sistema Informativo Territoriale che possa permettere altresì una frequentazione “virtuale” del Centro Commerciale di Via, con la contestuale disponibilità di notizie storiche, culturali ed enogastronomiche del luogo;
  • Realtà aumentata, con la possibilità di visitare la propria attività da smartphone, tablet e pc
  • Supporto alla creazione di un unico sito internet, su cui convogliare risorse per un’efficace promozione sulle varie piattaforme;
  • Supporto alla creazione di una piattaforma comune per la vendita on-line;
  • Disponibilità di professionisti “condivisi” per l’allestimento di vetrine, spazi comuni, realizzazione di eventi ed iniziative varie;
  • Realizzazione di progetti di animazione con caratteri di stabilità;
  • Realizzazione di Kinderheim cofinanziati, ove possibile in locali di proprietà comunale.
  • Ulteriore potenziamento della rete di videosorveglianza e cofinanziamento di interventi ad iniziativa privata su aree pubbliche.

Per l’adozione degli interventi individuati o che potranno esserlo successivamente, potranno attivarsi finanziamenti Regionali e cofinanziamenti Comunali.

Per gli anni 2019 e 2020 la quota di finanziamento dei Centri Integrati di Via ovvero in via provvisoria da forme associative diverse, saranno finanziate attraverso una quota parte dell’Imposta di Soggiorno.

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