Massimo Gualberti © 2019 - Vietata la copia

Bus low cost

Per la sua posizione strategica e la presenza della stazione ferroviaria, la nostra Città  è sempre stata oggetto anche di un turismo di giornata, soprattutto in coincidenza del week end.
La limitata disponibilità di parcheggi, per chi arriva in macchina, e la distribuzione delle stazioni ferroviarie lungo la fascia costiera, ha da sempre suddiviso equamente le presenze giornaliere su tutta la Riviera.

Circa tre anni fa hanno iniziato a far capolino, timidamente, i primi bus low cost, gite giornaliere che al costo di 15 euro a persona garantiscono il trasporto da città del nord a Finale e ritorno.
Un bel risparmio, se paragonato al biglietto del treno, che può ammontare anche a 30 euro a persona.
I primi disagi si sono avvertiti in ordine alla viabilità.
I bus erano soliti, infatti, far scendere i propri trasportati in snodi nevralgici della Città, senza badare particolarmente alla presenza di spazi adeguati per lo scarico di passeggeri e bagagli.
Questa scellerata condotta, in qualche modo inizialmente tollerata per il numero esiguo dei mezzi, ha successivamente portato a conseguenze importanti per la viabilità, il decoro, l’eccesso di presenze sulle spiagge libere e quanto può derivare dalla concentrazione di centinaia di persone in spazi limitati.

Il 2018 è stato l’anno nero di questo turismo pendolare.
A partire da maggio e per tutta l’estate, non si è contato un solo weekend senza un articolo di qualsivoglia testata che denunciasse il fenomeno ed il malcontento di cittadini e commercianti.
Dapprima, infatti, la sosta e discesa dei bus era circoscritta al centro cittadino (non che ciò possa considerarsi un’attenuante), mentre nell’anno appena trascorso decine di bus si sono fermate lungo tutta la Via Aurelia e nel centro di , con notevoli disagi per la viabilità e la sicurezza della circolazione.

Le risposte finora attuate per la limitazione del fenomeno non possono certo considerarsi soddisfacenti e la prospettiva di un ulteriore sviluppo richiede risposte efficaci.
Limitarsi ad impedire la sosta agli autobus turistici non garantisce sufficientemente la sicurezza delle strade e il decoro della città.
Regolare e disciplinare invece la loro fermata è un modo concreto e reale per affrontare il problema, che le compagnie di autobus trasferiscono interamente sulla nostra capacità di accoglienza, ovviamente trattenendo tutti i guadagni.

La nostra proposta è quella di regolamentare, ove possibile, il transito e  la sosta, limitando in particolare la “fermata”, che a norma del Codice della Strada  non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione.
Prevalentemente le “fermate” sono collocate lungo la carreggiata e sono destinate al “trasporto pubblico locale”, dove normalmente i passeggeri scendono o salgono in numero limitato, senza alcun bagaglio, limitando l’occupazione a pochi attimi.

In assenza di “golfi di fermata” o “capolinea”, la fermata dei bus turistici, anche in servizio di linea extraurbana, dovrà essere esclusa lungo le carreggiata e dovrà invece essere opportunamente organizzata in  aree apposite, con spazi adeguati al carico e scarico di un rilevante numero di passeggeri, generalmente dotati anche di  bagaglio depositato nella stiva del mezzo.

Uno degli operatori di questo genere di servizio, a titolo di esempio, offre autobus da 20 a 78 posti ed ogni passeggero ha diritto al trasporto gratuito di un bagaglio a mano (max. 42 x 30 x 18 cm, max. 7kg) e di un  bagaglio da stiva (max 80 x 50 x 30 cm) con peso massimo di 20 kg. Una diversa organizzazione, che possa eventualmente comprendere anche “parcheggi di scambio” e servizi navetta, potrà evitare la concentrazione di numeri eccessivi in poche aree ritenute appetibili, potendo riportare i flussi a numeri ragionevolmente sostenibili per la nostra Città.

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