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Aree ex Piaggio

La scheda del vigente PUC riguardante le è stata redatta negli anni 2006/2007, in considerazione di principali aspetti occupazionali ed industriali, in luogo dell’applicazione di convenzionali parametri urbanistici.

Atteso il mancato rispetto delle previste prospettive occupazionali,  ogni valutazione dovrà essere riportata entro l’alveo di una disciplina urbanistica compatibile con le necessità economiche, sociali ed infrastrutturali del nostro territorio.

Escludendo a priori idee di improbabili “decrescite felici”, occorre invece programmare per queste aree, come per l’intera Città, un futuro che contempli lo sviluppo economico, sociale e civico, partendo realisticamente dallo stato di fatto e dalle prospettive generali.

L’impostazione dovrà evitare le consuete esercitazioni accademiche, tenendo nella debita considerazione la proprietà privata delle aree, la necessità di scongiurare l’ineluttabile degrado ed in sintesi l’indispensabile bilanciamento degli interessi pubblici e privati

Noi proponiamo la revisione integrale della scheda PUC, imperniata sui seguenti punti:

  • Significativa riduzione delle volumetrie ad uso residenziale, da concentrarsi nella parte a mare, che dovrà garantire la continuità con il centro storico di Marina, con prolungamento del Lungomare e del “waterfront” e con autosufficienza nei parcheggi.
  • Diminuzione, in pari proporzione, degli impegni per “standards urbanistici”, che verranno indirizzati pressoché integralmente ai servizi dei quali la Città sente maggiormente la mancanza, in particolare aree da destinarsi a parcheggio pubblico, preferibilmente a raso o con un unico piano rialzato;
  • Nella porzione a monte della ferrovia, nel verde di un parco urbano  e con un’efficiente viabilità ciclo-pedonale, potranno prevedersi spazi da destinarsi ad attività turistiche e ricreative, strutture da destinarsi a moderne forme di lavoro (co-working), senza preliminarmente escludersi la creazione di un nuovo polo scolastico. La puntuale definizione sarà più compiutamente determinata valutando le risorse che potranno essere disponibili.
  • La messa in sicurezza del Pora non potrà che rimanere un solido punto fermo, d’altronde necessario anche per la ricostruzione stessa;
  • Realizzazione di una nuova viabilità Mare – Finalborgo.
  • Punto centrale del nuovo quartiere dovrà essere incentrato su un razionale impegno dell’attuale “Hangar”, fermo restando il vincolo che attualmente lo interessa. Una moderna progettazione potrà consentirne un impiego “integrato” , immaginando, per il livello terreno, uno spazio polifunzionale utilizzabile come “piazza coperta” per esposizioni, fiere, concerti, manifestazioni sportive anche non convenzionali e destinando i livelli superiori a servizi complementari che potranno andare da un “Campus dell’Outdoor” ad un modello City Life, con spazi turistici e culturali. Un probabile concorso di idee ed il reperimento di idonei finanziamenti, ne potranno determinare una puntuale destinazione, in tutti i casi raccordandone la funzione con le attività esistenti.

Il nuovo quartiere, che dovrà guardare al futuro, in tutti i casi non potrà limitarsi a volumi abitativi, essenzialmente di seconde case, e dovrà invece sostenersi e giustificarsi solo se basato sulla creazione di nuove e remunerative opportunità di lavoro, specialmente per giovani intraprendenti, ai quali vogliamo fornire un motivo per costruire la propria vita a Finale, come i loro Padri e Nonni ebbero nella Piaggio.

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